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La Sicilia del vino di qualità sbarca a San Paolo

19 giugno 2012 Daniela Nessun commento

L’appuntamento questa volta è in Brasile. Diciassette aziende vitivinicole di qualità, in rappresentanza dei territori di produzione più vocati alla viticoltura della Sicilia, avranno modo di confrontarsi con un mercato, quello brasiliano, nuovo e in forte espansione, aperto a nuove iniziative commerciali sul food e beverage del made in Italy e che dimostra interesse verso i vini di fascia solare e di territorio.

Dal 20 al 22 giugno a San Paolo, la città più importante per il commercio del vino nel grande paese sud-americano – la Sicilia prenderà parte ad una serie di incontri, workshop e degustazioni riservate ad una platea brasiliana di buyer, giornalisti e operatori dell’alta ristorazione.

Il progetto, firmato da Michele Shah ed inserito nella programmazione OCM Sicilia della Regione Siciliana, è stato promosso dall’Istituto regionale Vini ed Oli di Sicilia e vede la compartecipazione di una selezione di aziende aderenti alle maggiori Associazioni di categoria dell’isola: Assovini e Pro.Vi.di.

Il momento clou della missione IRVOS in Brasile si concentra nelle giornate del 20 e 21 giugno, nella splendida cornice dell’Hotel UNIQUE di San Paolo, coinvolgendo due dei nomi più importanti del sistema vino del Brasile: il direttore dell’Associazione brasiliana dei Sommelier Arthur Azevedo e Giovanni Bacigalupo, noto professionista specializzato nella consulenza alle aziende importatrici brasiliane per la selezione dei vini italiani da importare.

“Il mercato brasiliano è in crescita e guarda ai vini italiani con rinnovato interesse – commenta Dario Cartabellotta – Direttore dell’Assessorato Regionale alle Politiche Agricole – la Sicilia può intercettare questa domanda qualificata di vini a forte identità e con grande immagine. Non è un mercato per solo Prosecco e Lambrusco quello del brasile: il consumatore attento e preparato, ma anche il neofita incuriosito e alla ricerca di novità, trova nei vini siciliani una risposta enologicamente moderna e differenziata, sia per i territori di produzione che per vitigni”.

 

La Sicilia alla 16 ª edizione di Cibus

8 maggio 2012 Daniela Nessun commento

L’isola svelerà le sue eccellenze e le sue identità culturali alla 16ª edizione del Cibus, campionaria di riferimento del panorama agroalimentare Italiano d’eccellenza, che si svolgerà fino al prossimo 10 maggio presso Fiere di Parma.

Quest’anno nella città ducale l’attenzione dei buyers internazionali e degli addetti ai lavori verrà focalizzata sulle tipicità territoriali che metteranno in luce le tante anime dell’Italia. In quest’ottica la Sicilia è pronta a fare emergere il suo ruolo centrale all’interno della Food Valley del Mediterraneo svelando quella grande condizione strutturale che ha contribuito alla  formazione sue eccellenze produttive: la biodiversità, le variegate tradizioni  produttive costruite sulle differenti influenze culturali che, nel corso dei secoli, hanno saputo forgiare una qualità produttiva riconosciuta in tutto il mondo che spazia dal vino all’olio passando per il comparto ortofrutticolo sino a giungere alla grande pasticceria siciliana.

Il futuro della Sicilia agroalimentare  passa anche dall’internazionalizzazione e dalla promozione di “questi talenti”. Negli ultimi anni, il rigore produttivo verso l’eccellenza unito alla voglia dei produttori di valorizzazione le identità culturale di ogni singolo territorio sono andate a costituire un unicum produttivo che al Cibus troveranno sicuramente  una vetrina capace di accrescere la percezione in tutto il mondo. A rappresentare la Sicilia contribuiranno 18 aziende, sostenute dall’azione sinergica dell’Assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari della Regione Siciliana e dall’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia che prenderanno parte nel padiglione 6 stand K040/K046

“Oggi  più che mai – afferma Dario Cartabellotta direttore generale IRVOS – occorre fare squadra per promuovere sugli scenari internazionali il brand Sicilia il cui potenziale in parte è ancora inespresso.  Ci sono delle ottime condizioni di partenza (una grande tradizione produttiva e voglia di fare emergere le eccellenze e le diverse anime della Sicilia) ma occorre adottare dei correttivi che incidano sul fronte strutturale e che favoriscono l’aggregazione delle aziende nelle azioni di penetrazione sui mercati internazionali. In questo senso l’intesa tra IRVOS e Assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari è un primo passo che va verso la coesione della filiera agroalimentare dell’isola e che diventa importante per migliorare l’internazionalizzazione e la percezione del marchio Sicilia”.

La Sicilia manda in archivio un grande Vinitaly

31 marzo 2012 Daniela Nessun commento

La Sicilia del vino di qualità manda in archivio un Vinitaly da incorniciare. La strategia messa in campo dalle differenti anime enologiche dell’isola ha portato i risultati attesi. Tra gli stand delle oltre 200 aziende espositrici, suddivisi in 17 territori di produzione, si registra piena soddisfazione e grande ottimismo:”sono tornati in forza i ristoratori italiani, assenti in gran parte da alcuni anni – commenta soddisfatto Antonio Rallo, Presidente di Assovini Sicilia – e l’export del vino siciliano si conferma in positivo, anche per il 2012, con discreti incrementi diffusi su un più ampio numero di aziende, e questo è un bene perché cresce nel suo insieme il valore e l’immagine del vino siciliano nel mondo. Bene gli Stati Uniti, ma anche Svizzera e Canada. Il segno più evidente di attenzione arriva dai mercati del sud-est dell’Asia che, abbiamo visto, in grande spolvero“. Sulla stessa lunghezza d’onda l’altra associazione di produttori della Sicilia – Il Pro.Vi.Di. – che, con Nino Li Volsi, sottolinea l’importanza del Vinitaly: “resta la fiera d’affari più importante per il vino italiano e il Padiglione Sicilia è tra i più visitati di tutta la manifestazione. Le nostre aziende hanno lavorato bene, anche quelle di nicchia e di piccole dimensioni. L’appeal delle nostre produzioni di territorio continua a restare alto anche per i nuovi mercati dell’area Bric. Senza alcun dubbio promuoviamo la nuova formula voluta da VeronaFiere del giorno in meno, con inizio la domenica. Questa scelta è andata incontro alle esigenze delle aziende“.

Una grande capacità organizzativa è emersa dai tre giorni di Taste & Buy con 112 aziende partecipanti e 90 buyers internazionali per un totale di 330 incontri commerciali, molti dei quali andati a buon fine. Di rilievo anche le presenze istituzionali registrate nei giorni del Vinitaly al Padiglione Sicilia: la conferenza stampa congiunta del Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo e del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania e la visita del Commissario europeo per l’Agricoltura Dacian Ciolos sono stati sicuramente i momenti più alti e significativi e testimoniano, insieme, quanto sia rilevante oggi il peso del comparto vitivinicolo dell’isola nel panorama italiano. Buone prospettive di recupero del mercato interno con un giro d’affari in aumento soprattutto nella grandi aree metropolitane del Centro e del Nord Italia, con i ristoranti di Milano e Roma che guardano ai vini della Sicilia e del Sud Italia per rispondere ad una domanda del consumatore sempre più orientata su una scelta di qualità, ovviamente, ma anche di tipicità e territorio. Sono queste alcune delle chiavi di lettura possibili del grande momento vissuto dal vino siciliano a Verona per la 46° edizione del Vinitaly appena conclusa.

“E’ un consuntivo felice quello che possiamo trarre da questo Vinitaly – sottolinea Dario Cartabellotta, Direttore dell’IRVOS - non solo per la vivacità commerciale registrata dalle nostre aziende ma anche e soprattutto per la visione di unità che questa Sicilia offre ai suoi diversi interlocutori, anche in vista dell’entrata in vigore della DOC Sicilia. Un tempo – prosegue Cartabellotta – gli affari si concentravano su alcuni grandi marchi storici,  oggi anche le piccole aziende riescono ad avere un mercato e a costruire relazioni commerciali stabili con l’estero, frutto di un cambiamento generazionale che ha consentito alle aziende di accrescere il loro know how. Anche, in questo caso, il modello da noi sposato di rappresentare la Sicilia del vino,  con tante Sicilie che convivono sinergicamente tra lorospiega Dario Cartabellotta – risulta appropriata e vincente: appropriata perché registra una realtà diversificata che tiene in conto le differenti esigenze degli attori in campo. Vincente perché riesce a dialogare meglio con i mercati che, anche loro, si differenziano per domanda, canale e stile di consumo. Una Sicilia del vino più plurale risponde meglio alle pluralità espresse dal mercato, soprattutto internazionale. L’Appeal della Sicilia si è rafforzato con le peculiarità dei singoli contesti produttivi della nostra isola: dai vini di montagna dell’Etna a quelli prodotti da una viticoltura eroica delle nostre isole minori, senza dimenticare l’area del ragusano con il Cerasuolo di Vittoria, i vini delle Terre Sicane o del trapanese e marsalese”.

Numeri alla mano, da una prima analisi a caldo alla chiusura del Vinitaly emergono dati interessanti e in prospettiva esaltanti per il vino siciliano: cresce l’attenzione dei paesi emergenti (Asia, Brasile, Europa dell’Est)  ritorno di fiamma dei mercati storici – principalmente quello nord americano – ripresa netta del giro d’affari con la ristorazione italiana che ritorna a bussare, finalmente,  alla porta delle aziende siciliane. I produttori presenti al Vinitaly, mediamente, hanno registrato circa il 30% in più di incontri commerciali con buyer ed importatori con un aumento sostanziale della qualità del trade, della stampa specializzata e dei winelovers rispetto allo scorso Vinitaly.

Tra gli eventi da incorniciare spicca sicuramente la presentazione del progetto Vinipop, un innovativo ed originale asset di promozione del vino siciliano che vede l’iniziativa congiunta degli Assessorati alle Risorse Agricole e Alimentari e ai Beni Culturali della Regione Siciliana con la collaborazione dell’IRVOS, l’Istituto Regionale Vini ed Oli di Sicilia. La conferenza stampa di presentazione, che si è svolta lunedì 26 marzo,  è stata impreziosita dalla presenza del ministro delle Politiche Agricole Mario Catania che ha definito il progetto “un’idea geniale e performante che va incontro alle esigenze del mercato e che dimostra il valore della Sicilia nel saper intercettare tutte le fasce di mercato”. Tra i momenti più importanti da ricordare  la consegna della medaglia “Cangrande ai benemeriti della viticoltura italiana” a Fabio Sireci di Feudo Montoni che con la sua attenzione alla valorizzazione del  Nero d’avola ha contribuito e sostenuto il progresso qualitativo dell’enologia siciliana.

 

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