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Archivio per la categoria ‘Mostre’

“La bellezza è possibile” in mostra al Palazzo Reale

1 maggio 2013 Daniela Nessun commento

Venerdì 3 maggio alle ore 19,00 la Fondazione Federico II inaugura la Personale di Michele D’Avenia “La bellezza è possibile”, presso le Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo.
La mostra, propone circa 70 dipinti e sculture, frutto di una selezione delle opere dell’artista, già vincitore del premio Arte Mondadori 2004 per la scultura con l’opera “L’altra faccia del peccato”, in marmo di Carrara. Saranno, inoltre in mostra due importanti opere “Il compianto”, la cui straordinaria esibizione è stata resa possibile per gentile concessione del proprietario e “ 1° ottobre 2009”, scultura realizzata in occasione e in ricordo delle 37 vittime dell’alluvione che colpì Messina nel 2009.

Il catalogo “La bellezza è possibile” edito dalla Fondazione Federico II si avvale del contributo di presentazione del curatore della mostra Alberto Agazzani.

La mostra di Michele D’Avenia, organizzata dalla Fondazione Federico II, sarà aperta al pubblico dal 4 al 26 maggio 2013.

Orari e giorni di apertura:
Dal lunedì al sabato  8,15  – 17,40
domeniche e festivi 8.15  – 13,00.
Ulteriori informazioni sono disponibili alla pagina http://www.federicosecondo.org/it/mostre.html

Al Centro d’Arte Piana dei Colli in mostra “Exhale-Inhale” di Garcerá

2 aprile 2013 Daniela Nessun commento
Garcerá esplora da sempre la più intima natura dell’uomo e il suo rapporto con il mondo esterno, sviluppando fino all’estremo una riflessione di matrice romantica. Protagonista indiscusso della sua indagine creativa è il paesaggio: la sua opera si concentra sull’ambivalenza del rapporto uomo- natura, «l’uomo è parte della realtà naturale – spiega – ma al contempo resta esterno ad essa».
Negli ultimi anni il suo modo di raccontare il paesaggio è mutato: dalla rappresentazione pittorica tradizionale è passato ad una presentazione tridimensionale che coinvolge fisicamente lo spazio attorno alla tela. Un processo di smaterializzazione della visione che però non lo ha mai portato ad abbandonare la pittura: le tele di Garcerá si espandono nello spazio attraverso il colore e la grande dimensione che le caratterizza.
Nella personale pensata per il Centro d’Arte Piana dei Colli Villa Alliata Cardillo, a cura di Giulia Ingarao e María Jesús Martínez Silvente, è in mostra l’ultima produzione di Garcerá e un lavoro inedito realizzato per questa esposizione.
La mostra è accompagnata da un’installazione audio che guida il visitatore fino all’ultima sala del percorso espositivo dove un paesaggio in bianco e nero si espande nello spazio attraverso il ritmo cadenzato dal respiro dell’artista.
La visione ravvicinata dell’universo vegetale che l’artista propone in questo panorama, illustra l’anima della sua ricerca: la coesistenza indistinta di micro e macro mondo. L’installazione invita ad abitare lo spazio occupato dall’enorme tela e dal suono che diventa sempre più intenso e ipnotico.
L’idea dell’artista è proprio quella di coinvolgere il fruitore nel suo ritmo vitale: inspirare ed espirare (exhale – inhale), non è altro che una pratica di concentrazione psico-fisica che permette di creare una sintonia tra mondo interiore ed esteriore.
Tra le opere in mostra il dittico della serie Si el ojo nunca duerme: tele di seta rossa abitate da una cromia mutevole. Anche qui il visitatore è direttamente coinvolto perché al mutare della sua posizione, del suo punto vista, muta la visione dell’opera, regolata contestualmente dall’esposizione luminosa e dal punto d’osservazione. La seta genera uno straordinario gioco cromatico e trasforma, ad ogni sguardo, l’opera in un nuovo paesaggio visivo.
In un’epoca di percettività passiva e di velocità di fruizione, l’artista richiede, per una corretta lettura delle sue opere, il tempo e la partecipazione dello spettatore.
Nelle opere esposte a Palermo, il complesso contenuto della ricerca pittorica di Javier Garcerá è sostenuto da una riconosciuta sapienza tecnica e dall’armonia compositiva che caratterizza tutta la sua ultima produzione.

JAVIER GARCERÁ (Puerto de Sagunto, 1967)
Dottore di Ricerca in Belle Arti presso l’Universidad Complutense de Madrid. Dopo aver completato i suoi studi all’Universidad Politécnica de Valencia ha arricchito la sua formazione in diverse città europee grazie a facoltose borse di studio concesse dalle seguenti istituzioni: Ministero della Cultura (Borsa di Formazione per specialisti in arte), Ministero degli Affari Esteri (Borsa di perfezionamento), l’Accademia Spagnola a Roma, il Collegio di Spagna a Parigi, la Casa di Velázquez a Madrid, la Deputazione di Valencia (Borsa Alfons Roig) e la Fondazione Pilar e Joan Miró.
Ha realizzato numerose mostre personali e collettive in Spagna e all’estero (Francia, Italia, Germania, Svezia, Marocco, Brasile, Stati Uniti, Argentina, Giappone, etc.), e ha ottenuto diversi premi di pittura come: la Prima Medaglia all’Exposición Internacional de Valdepeñas, il Premio del Senato di Pittura, il Premio Bancaixa, il Premio Senyera, il Premio Josep Segrelles e varie menzioni d’onore: XVII Biennale di Ciudad de Zamora, Generaciones 2003 e Premio ABC de Pintura.
Le sue opere sono presenti in molte collezioni pubbliche e private, tra queste: il Museo d’Arte Contemporanea Unión Fenosa (La Coruña), il Museo Paolo Pini (Milano), il Museo de Arte Contemporáneo de Villafamés, il Senato (Madrid), la Fundación Sorigué (Lleida), l’Universidad Nacional de Educación a Distancia (Madrid), la Caja Madrid, il Ministero degli Affari Esteri (Madrid), il Ministero della Cultura (Madrid), il Comune di  Valencia, etc.


Ingresso gratuito
dal martedì al sabato dalle 16:00 alle 19:30
4-30 aprile 2013
Via Faraone, 2 – Palermo


 

Tredici Gioielli della Spagna in mostra all’Istituto Cervantes

2 aprile 2013 Daniela Nessun commento

Si intitola Ciudades Patrimonio de Espana, la mostra esposta all’Istituto Cervantes di Palermo. Tredici città spagnole contraddistinte da un valore unico ed eccezionale tale da essere annoverate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, messe in bella mostra attraverso un percorso fotografico realizzato da Navia, uno dei fotografi più importanti del panorama spagnolo.

Nelle sue immagini Navia ha saputo accostare il valore storico e quello contemporaneo delle mitiche città spagnole e dotare alle storie che racconta di una sensibilità artistica. Città vissute e città sognate che si aprono al visitatore per scoprire i loro segreti e svelare le proprie grandezze. Alcalá de Henares, Ávila, Cáceres, Córdoba, Cuenca, Ibiza, Mérida, Salamanca, San Cristóbal de la Laguna, Santiago de Compostela, Segovia, Tarragona e Toledo.


Il fotografo
José Manuel Navia (Madrid, 1957)

Laureato in Lettere e Filosofia nel 1980. È un fotografo che cambia il suo lavoro come reporter verso una fotografia più personale essendo, inoltre, ossessionato dalla capacità della fotografia di suggerire storie e la sua relazione con la letteratura. Collaboratore nei più importanti mezzi di stampa, dal 1996 è membro dell’agenzia Vu (Parigi). Ha pubblicato in varie collezioni, essendo i suoi libri e le sue mostre quelli che raccontano le sue immagini.

DOVE
Istituto Cervantes Palermo
Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani
Via Argenteria Nuova, 33
90133 Palermo
QUANDO
Dal 4 aprile al 10 maggio 2013

Lun-giov 10:00 / 13:00 – 16:00 / 18:00 –
Ven 10:00 / 13:00

A Palazzo dei Normanni la personale del maestro Guccione

20 luglio 2012 Daniela Nessun commento

L’ispirazione che conduce alla creazione di un’opera d’arte, certe volte, può non arrivare direttamente dalla realtà circostante, ma anche dall’esperienza che un’artista vive di altre espressioni dell’intelletto umano, quali la letteratura, la  musica e il cinema. Esattamente come accade per le opere raccolte nella mostra del maestro siciliano Piero Guccione, “Luoghi dell’arte tra musica, letteratura e poesia”, organizzata dalla Fondazione Federico II, in collaborazione con il Centro studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa, che sarà inaugurata venerdì 20 luglio 2012, alle ore 19, nelle Sale Duca di Montalto a Palazzo dei Normanni di Palermo. In esposizione oltre quaranta immagini dell’artista di Scicli, prevalentemente pastelli su carta, che il pittore ha realizzato trasformando in soggetti originali le sensazioni e gli stimoli generati dall’osservazione e dalla lettura di altre opere d’arte, da classici della pittura, come “La scuola di Atene” di Raffaello Sanzio, a capolavori della letteratura, come “Il gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

A Palazzo dei Normanni “Federico II a Palermo” di Bruno Caruso.

12 giugno 2012 Daniela Nessun commento

Una passione, quella di Bruno Caruso per Federico II, che risale all’infanzia dell’artista, quando negli anni cinquanta visitò il Palazzo dei Normanni di Palermo e ammirò la Torre Pisana del “castello” del giovanissimo imperatore tedesco. Qui Federico II si ritrovò re a soli quattro anni, orfano di padre e di madre, e la Sicilia divenne la sua casa e così imparò ad amarla, stringendo con essa un legame che si porterà dentro per il resto della sua vita. Un legame forte e indissolubile quanto quello che lega l’opera di Bruno Caruso a Federico II e alla Sicilia.

La personale del  noto maestro siciliano, in mostra presso le Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale, raccoglie oltre 50 opere dell’artista, acquarelli e disegni a matita soprattutto, realizzate nel lungo arco di tempo che va dagli anni settanta a oggi e che hanno per soggetto lo stupor mundi nel corso dei suoi anni passati nel capoluogo siciliano.

“È un Federico II libero – racconta Lorenzo Monteleone, curatore della mostra – quello rappresentato nelle opere di Caruso, giovane e libero. Colto nei momenti di vita quotidiana in cui si dedica alle sue passioni, la caccia e la falconeria in particolare”.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 13 luglio 2012, e sarà visitabile tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 8:15 alle 17:40, domenica e festivi dalle 8:15 alle 13:00.

Il biglietto d’ingresso alla  mostra ha un costo di 3 euro.

Ulteriori informazioni sugli eventi organizzati dalla Fondazione Federico II sono disponibili sul sito web www.federicosecondo.org.

 

 

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