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Archivio per 13 luglio 2011

Al CCP Agricantus “Il Trionfo di Santa Rosalia”

13 luglio 2011 Daniela Nessun commento

Si conclude domani all’Agricantus la tre giorni dedicata alla tradizione con lo spettacolo di Salvo Licata “Il Trionfo di Santa Rosalia”. Una sorta di punto di  partenza, di indispensabile abbrivio da cui muoversi per incrociare l’anima vera, nera verrebbe da dire, di Palermo. Una necessaria ed eterodossa cornice, all’interno della quale inserire racconti, innestare storie e personaggi. Insomma, un canovaccio corale e  plurilinguistico, sul quale Salvatore Piparo, cuntastorie postmoderno, ha innervato il suo ricco e formicolante immaginario innestandolo al virtuosismo e al canto di Costanza Licata, figlia dell’autore, ma soprattutto compagna d’arte di questo viaggio devozionale alla  santuzza, intersecando al “cunto” tutti i temi musicali del trionfo.  Alla fine, a venire fuori è una sorta di retablo panormita,  l’identikit multiplo e cangiante di una Palermo sfilacciata, da una parte ancorata a una memoria che sanguina, dall’altra dannata a un  imminente oblio. Come dire, tradizione e innovazione copulano per dar  vita a un “nuovo trionfo”: che alterna i vecchi trionfisti orbi ai  nuovi, a quelli di oggi, devoti ai loro succhi gastrici. Il grande Licata chiudeva il suo omaggio a santa Rosalia con “lu ballu di li virgini”, serbatoio di canti settecenteschi da cui prese spunto, attinse ispirazione. Cosa fa Piparo, dal canto suo? Rivisita questo repertorio, alla luce dei cambiamenti, delle allarmanti metamorfosi del tessuto urbano e di quelli dell’identità cittadina, per non dire della lingua. Introducendo, a un certo punto, lo spettro di una nuova peste: ossia la mancanza di indignazione, che ci sia la mafia di mezzo o la pedofilia, poco importa. In tal modo, il “cunto”, che dal diritambo dei greci si è spinto sino alle scoppiettanti performance di Cuticchio e oltre, qui si fa denuncia: una masculiata della  palermitanità sostanziata di moti d’animo, di scatti di risentimento,  ricordi, sensazioni, emozioni, tutti quanti innescati dal Festino: dai  calci del corteo alle “sciarre” dei bambini alle pallonate contro le  saracineche “pittate”, il tutto poi amalgamato dai canti tradizionali del trionfo palermitano, magistralmente eseguiti da Costanza Licata, violino e voce. Parteciperanno per “devozione” ospiti a sorpresa, le cui epifanie si alterneranno nel corso del Trionfo.

Lo spettacolo andrà in scena nello spazio all’aperto alle 22.30
Giovedì 14 saranno offerti melone e babbaluci

 Ingresso
PLATEA 10 euro
PLATEA WEB (biglietto online dal sito ) 9,00 euro
TAVOLO 8 euro

All’Ex Fonderia Oretea I Colori del Festino di Benedetto Tarantino

13 luglio 2011 Daniela 1 commento

I carretti, i venditori ambulanti, l’odore acre delle cassette di legno mischiato al profumo dolce dell’anguria ghiacciata, questo è I Colori del Festino, la personale del giovane architetto palermitano Benedetto Tarantino che fino a questa sera sarà allestita nello spazio espositivo dell’Ex Fonderia Oretea alla Cala. Tarantino, le cui abilità artistiche lo hanno reso noto anche nel panorama internazionale, torna a rappresentare, attraverso il tradizionale tema del Festino dedicato alla Santa e Patrona Rosalia, il rapporto dei siciliani con la loro amatissima terra. Una carrellata di immagini fotografiche che riunite ne “I Colori del Festino”, ripercorrono il costume dei palermitani in fermento per preparare il più  spettacolare festeggiamento, quello in onore di Rosalia, diventata Santa e Patrona della città per avere liberato Palermo dalla peste. E’ proprio nei giorni precedenti la “Festa” infatti, che i palermitani si riappropriano dei propri spazi trasformando la città in un palcoscenico di luci e colori in cui vecchie e nuove generazioni si mescolano alla ricerca di un’identità unica, catturata dall’occhio del giovane artista in modo personalissimo. Gesti consueti, arricchiti da nuove vivacità, che animano luoghi che nel tempo non hanno mai perso la loro peculiarità.

“Per capire Palermo, la sera del 14 luglio, basta camminare lungo il litorale di Corso Umberto Primo o Foro Italico, per vivere una festa che nello spirito rimane invariata da centinaia di anni.” E’ quanto scrive Tarantino in una nota riportata sul web – “I Palermitani, tutti, si fondono senza distinzione per rendere omaggio alla “Santuzza” che viene portata in processione lungo l’asse del Cassaro che taglia Palermo verticalmente da Porta Nuova a Porta Felice. Durante il festino – conclude il giovane artista – si può avere uno spaccato antropologico perfetto della città e dei suoi abitanti, si possono indagare i loro pregi e i loro difetti, si può capire la loro vera essenza……Dalla minuzia dei preparativi, alle persone che piano piano riempiono strade e piazze. Dagli odori ai sapori, dai colori delle bancarelle a quelli dei fuochi pirotecnici. Dal frastuono della folla al silenzio dopo la ‘masculiata’. Viva Palermo, Viva Santa Rosalia”.

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