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Al Cervantes musica, cinema e arte

Per Opus Cervantes – Ciclo di Chitarra, Martedì 5 aprile alle 19.30, andrà in scena all’Istituto Cervantes di Palermo il concerto dal titolo “La guitarra de David Martínez”, il giovane chitarrista di Granada che ha iniziato gli studi in ambito musicale all’età di sette anni. Possessore dei più alti onori accademici tra i quali los “Premios Extraordinarios de Grado Elemental” y de “Grado Profesional”. Martinez svolge da dodici anni la sua carriera concertistica come solista e  accompagnato dall’orchestra. Si è esibito in sale come l’ Auditorio Manuel de Falla di Granada, il Cultural Center di Chicago, il Palazzo dell’Opera di Damasco. Attualmente è titolare di una cattedra presso il Conservatorio Superior de Música di Granada e si occupa dei concerti e delle lezioni che impartisce a livello nazionale e internazionale. Ingresso libero.


Per il ciclo de Cine del mercoledì, il 6 aprile sarà proiettato Colmena. Il film si svolge nel caffè “La Delicia” di Madrid, nel periodo post-bellico spagnolo. Qui si affolla una moltitudine di personaggi che chiacchierano, passano il tempo, si raccontano le pene ed i piccoli momenti di gioia. Tra i clienti abituali c’è Ricardo, eterno partecipante del “Juegos Florales” e aspirante poeta, e Martín Marco, collaboratore della rivista del Movimiento, tra coloro che più soffrono la fame perché a stento riesce a sopravvivere grazie alla carità della sua padrona. Mario Camus, è l’autore di questo famoso adattamento della Colmena di Camilo José Cela, una delle opere più innovatrici della letteratura spagnola del XX secolo. Ingresso libero.


Si intitola Zión la mostra dello scultore messicano Rivelino che inuagura giovedì 7 aprile 2011. L’idea prende nome dal suffisso  “ción”, presente in un elenco di 60 parole servite all’artista come fonte di ispirazione. Lo stesso autore commenta che la mostra si centra sulla relazione tra le parole con cui si stabilisce una forte reciprocità: neazione, astrazione, tradimento, crocefissione, ecc. che, oltre ad essere ascoltate, implicano una riflessione sul loro significato.  La mostra raccoglie 60 pezzi appartenenti alla Fondazione Mary Street Jenkins, realizzati con carta, ceramica, metallo ed elementi organici che comunicano attraverso un’idea, un sostantivo, un aggettivo o un attributo descrittivo. Rilievi che rivelano una ossessione del tempo, dei motivi, dei numeri, dei simboli, della simmetria e dei linguaggi immaginari.

La mostra sarà visitabile fino al 13 maggio 2011 dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 13:00  e dalle 15.30 alle 18.00. Venerdì dalle 9.00 alle 14.00. Ingresso libero.

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