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Francesco D’Orazio e Giampaolo Nuti in concerto al Politeama Garibaldi

21 marzo 2011 Daniela

Per la 79° Stagione Concertistica 2011 il Politeama Garibaldi di Palermo ospiterà martedì 22 marzo 2011, alle 21.15, il concerto del violinista Francesco D’Orazio a del pianista Giampaolo Nuti che proporranno in prima esecuzione, ”La sonata in sol maggiore” di Ravel e ”La Sonata in mi minore – op.29″ di Busoni. I due artisti proseguiranno con  ”La Sonatina” di Sciarrino e “La sonata in re minore – op. 121″ di Shumann.

Francesco D’Orazio si è perfezionato al Mozarteum di Salisburgo e alla Rubin Academy di Tel Aviv. Interprete privilegiato di molte opere di John Adams, Luciano Berio e Michael Nyman, è gia stato ospite dell’Accademia di SantaCecilia, della Biennale di Venezia, del Festival MiTo e di quelli di Ravenna, Salisburgo e Tanglewood. Le sue incisioni discografiche sono pubblicate daelle etichette Decca, Opus 111, Hyperion e Stradivarius. Nel 2010, Francesco D’Orazio ha ricevuto il Premio “Franco Abbiati” della Critica Musicale Italiana (che in precedenza era stato assegnato, fra gli altri, a Maurizio Pollini). Il 17 marzo 2011, ha eseguito, al fianco di Lorin Maazel, l’Humoreske per violino e orchestra di Ottorino Respighi (1903) presso la sede dell’Ambasciata Italiana a Washington, alla presenza dei più importanti esponenti della politica americana e della diplomazia internazionale.

Giampaolo Nuti è nato a Firenze ed è stato allievo, fra gli altri, di Franco Scala presso l’Accademia Internazionale di Imola. Inoltre è diplomato in clavicembalo e ha compiuto approfonditi studi di Musica elettronica e Direzione d’orchestra. Assistente di Yurij Ahronovitch presso l’Accademia Musicale Chigiana, predilige un repertorio desueto, che include, per esempio, gli Studi di Alkan e l’integrale dei Preludi e Fughe di Shostakovich. Particolare interesse ha suscitato, presso la critica musicale italiana, la sua incisione delle opere per violino e pianoforte di Alfred Schnittke, realizzata per l’etichetta Stradivarius.

Per le sue affascinanti melodie modali, le raffinatezza timbriche e le singolari contaminazioni stilistiche, la Sonata in sol maggiore è considerata uno dei capolavori dell’ultima produzione di Ravel. Composta tra il 1923 e il 1927, negli stessi anni de L’enfant et les sortilèges e delle Chansons madécasses, condivide con queste opere il recupero della cantabilità melodica e la rivisitazione delle forme tradizionali. Nell’iniziale “Allegretto” la dialettica della forma-sonata viene superata in favore della giustapposizione di figure motiviche, soggette a continue variazioni e ripetizioni: in particolare quella posta in apertura del pezzo, con la sua suggestione agreste, ricomparirà nei movimenti successivi. Segue l’episodio più originale di tutta l’opera, il “Blues”, una pagina di virtuosismo timbrico che attinge alla tradizione jazzistica. Il “Perpetuum mobile” conclusivo è invece un brano dinamico e di bravura, i cui exploit del violino si stagliano su uno sfondo sonoro del pianoforte, costellato di reminiscenze tratte dai movimenti precedenti.rrino ha condotto un’originale indagine compositiva incentrata sugli aspetti timbrici e percettivi del suono. Parallelamente all’attività compositiva, Busoni intraprese una brillante carriera concertistica, legando inizialmente la sua fama alle sua doti di pianista-virtuoso. Il primo riconoscimento in qualità di compositore, gli giunse nel 1890, quando vinse la prima edizione del Concorso “Anton Rubinštejn” con la sua la Sonata in mi minore op. 29. Si tratta dunque di una pagina giovanile in cui non è difficile rinvenire l’influsso di Johann Sebastian Bach. Dei tre movimenti in cui è suddivisa l’opera, meritano una particolare attenzione soprattutto quelli estremi: l’iniziale “Allegro deciso”, avviato da una cellula tematica poi sviluppata in una dolce melodia del violino, accompagnata da veloci figurazioni pianistiche; e il conclusivo “Allegro molto e deciso”, la cui tensione espressiva scaturisce dallo scambio imitativo tra i due strumenti che espongono alternativamente motivi ritmicamente assai differenziati. Figura di spicco della scena musicale contemporanea, Salvatore Sciarrino ha condotto un’originale indagine compositiva incentrata sugli aspetti timbrici e percettivi del suono. La sua Sonatina (1975) mostra la cifra di un linguaggio che trasfigura la tradizione organizzando “figure” sonore di difficilissima esecuzione, il cui modello si ritrova in certe sonorità di Chopin, Liszt e Ravel. Nel “Presto” iniziale gli armonici del violino, variamente combinati, emergono dall’iridescente flusso pianistico, generato dalla ripetizione di una caratteristica, sinuosa figurazione. Nel successivo “Adagio” gli strumenti invertono i loro ruoli: il violino espone senza interruzioni una melodia in bicordi trillati, mentre il pianoforte interviene di rado con dei cluster glissati. Nel “Rondino” finale, il cui refrain è enunciato dallo strumento ad arco nelle prime battute, si uniscono alcune citazioni dei movimenti precedentia e nuove figurazioni del pianoforte. Nel 1851, ormai vicino alle soglie delle follia, Schumann compose le sue ultime opere cameristiche: le Sonate in la minore op. 105 e in re minore op. 121 e il Trio op. 110. In particolare, nella Sonata op. 121, di complessa struttura formale, l’invenzione melodica e ritmica erompe in empiti quanto mai passionali. Il primo movimento è in forma-sonata, con una breve introduzione lenta in cui viene annunciato in tono maestoso il tema principale. Segue uno Scherzo, il cui tema viene ripreso nelle quattro variazioni che costituiscono il movimento successivo. Il “Mosso” finale si distingue invece per il sistematico impiego dello stile fugato.

INFORMAZIONI
Associazione Siciliana Amici della Musica – Via Angiò, 27
Tel. 091/6373743 – info@amicidellamusicapalermo.it
www.amicidellamusicapalermo.it
Pagina FB amicidellamusicapalermo
BOTTEGHINO
intero € 20 / ridotto € 15 / anfiteatro € 10
Prevendita presso Libreria Idiomi, Master Dischi e Modusvivendi.
I biglietti saranno in vendita anche al botteghino del Politeama Garibaldi a partire da un’ora prima dell’inizio dei concerti

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